COSA STIAMO FACENDO AL NOSTRO PIANETA?

 

Fabbriche tra lo smog a Pechino, 27 novembre 2015. (EPA/HOW HWEE YOUNG)
Fabbriche tra lo smog a Pechino, 27 novembre 2015.
(EPA/HOW HWEE YOUNG)

La seconda rivoluzione industriale è il processo di sviluppo industriale il cui inizio viene riportato al periodo compreso tra il congresso di Parigi e quello di Berlino e che giunge a pieno sviluppo nell’ultimo decennio del 1800,pure con la grande depressione di fine Ottocento. Fu l’epoca in cui l’Europa e tutto il mondo Occidentale vissero intense trasformazioni. Nella seconda metà dell’Ottocento l’Europa occidentale estese e consolidò la propria presenza nel mondo il cui prestigio si fondava sulla superiorità nel campo scientifico e tecnologico e sulla potenza industriale e capitalistica, rafforzato in seguito alla scoperta di  nuove fonti di energia, come il petrolio e l’elettricità. Intanto le grandi potenze europee portavano a termine le conquiste coloniali. La caratteristica che differenzia maggiormente la seconda rivoluzione industriale dalla precedente sta nel fatto che le innovazioni tecnologiche non sono frutto di scoperte occasionali ed individuali, ma di ricerche specializzate in laboratori scientifici e nelle università per il miglioramento dell’apparato produttivo. I ritrovati nel campo della medicina potenziarono le possibilità di cura e ridussero le probabilità di contrarre malattie. Nel corso dei secoli l’industria ha subito vari vantaggi ma anche svantaggi tra cui l’inquinamento. L’inquinamento è un’alterazione dell’ambiente, naturale o antropico, e può essere altrettanto di origine antropica o naturale. Esso produce disagi temporanei, patologie o danni permanenti per la vita in una data area, e può porre la zona in disequilibrio con i cicli naturali esistenti. L’alterazione può essere di svariata origine, chimica o fisica.

Sostanze apparentemente innocue possono compromettere seriamente un ecosistema: Il cloruro di sodio, il comune sale   marino, in mare, a concentrazioni di 0.5 mol•l−1 non è ovviamente un inquinante, nelle acque interne dolci ovviamente lo sarebbe; il fluoruro di sodio, nelle concentrazioni marine di di 7•10−5 mol•l−1 è necessario, a concentrazioni anche di un solo decimo di quelle marine del NaCl sarebbe letale per la maggior parte delle specie viventi.

È una forma di contaminazione dell’aria, delle acque e del suolo con sostanze e materiali dannosi per l’ambiente e per la salute degli esseri umani, capaci di interferire con i naturali meccanismi di funzionamento degli ecosistemi o di compromettere la qualità della vita. Benché possano esistere cause naturali che possono provocare alterazioni ambientali sfavorevoli alla vita, ad esempio i fumi di un incendio di origine naturale.

Generalmente si parla di inquinamento quando l’alterazione ambientale compromette l’ecosistema danneggiando una o più forme di vita. Si considerano atti di inquinamento quelli commessi dall’uomo ma o quelli naturali quali appunto emissioni gassose naturali connesse a vulcanismo, dispersione di ceneri vulcaniche, aumento naturale della salinità delle acque,1 persona su 4 al mondo muore a causa dell’inquinamento ambientale: sono 12,6 milioni di decessi all’anno, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Paesi più colpiti sono i Paesi a basso e medio reddito del Sud-Est asiatico e le regioni del Pacifico Occidentale. In Europa, nel 2012, l’esposizione a fattori di rischio ambientale legati al luogo in cui si vive o si lavora è costata la vita a 1,4 milioni di persone. fattori di rischio ambientale come l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, le esposizioni chimiche, i cambiamenti climatici e le radiazioni ultraviolette contribuiscono all’insorgenza di più di 100 malattie e danni alla salute. Le dieci principali malattie considerate nella relazione sono ictus, cardiopatie ischemiche, lesioni involontarie come ad esempio incidenti stradali, tumori, malattie respiratorie croniche, malattie diarroiche, infezioni delle vie respiratorie, condizioni neonatali, malaria, lesioni volontarie come ad esempio i suicidi. Le due categorie più deboli e quindi esposte ai rischi sono i bambini e gli anziani: ogni anno 1,7 milioni di piccoli al di sotto dei cinque anni e 4,9 milioni di adulti di età compresa tra i 50 e i 75 anni perdono la vita per cause che potrebbero essere evitate grazie ad una migliore gestione dell’ambiente. Sono infatti i bambini ad essere maggiormente colpiti da infezioni delle basse vie respiratorie e dalle malattie diarroiche, mentre le persone       anziane sono le più esposte a malattie non trasmissibil i.

In Italia le Agenzie regionali per la protezione ambientale si occupano direttamente della protezione dell’ambiente. La legislazione è di norma conforme alle direttive europee. Il SSN si occupa anche di inquinamento, se in relazione alla salute pubblica, svolgendo tramite apposite strutture attività di prevenzione primaria e di analisi epidemiologica degli effetti dell’inquinamento sulla salute umana. Gli istituti zooprofilattici possono svolgere sempre nell’ambito del SSN(servizio sanitario nazionale).  Il Servizio sanitario nazionale non è  un’unica amministrazione, ma un insieme di enti ed organi che concorrono al raggiungimento degli obiettivi di tutela della salute dei cittadini, analoghe funzioni in relazione a quanto connesso con sanità animale, il controllo della salute, qualità ed eventuale inquinamento degli alimenti di origine animale, eccetera, e varie funzioni possono di volta in volta essere svolte da enti forestali, agrari, e simili…

L’acqua è un patrimonio di tutti e quindi tocca a tutti salvaguardarla e utilizzarla in modo efficiente intervenendo anche negli usi quotidiani con un comportamento adeguato ad esempio:

  1. NON GETTARE PRODOTTI CHIMICI NEL LAVANDINO.,
  2. NON DARE TROPPO FERTILIZZANTE ALLE PIANTE.,
  3. CHIUDI IL RUBINETTO MENTRE LAVI I DENTI.,
  4. FAI RIPARARE I LAVANDINI CHE PERDONO.,
  5. TIENITI INFORMATO SULLE PROBLEMATICHE DELLL’ACQUA.,

Per inquinamento elettromagnetico (conosciuto anche con il termine di “elettrosmog”) si intende l’inquinamento da campi elettromagnetici. Il campo è il risultato della corrente e della tensione elettrica ed è diviso in una parte elettrica ed una parte magnetica. Nei cellulari, radar, ripetitori televisivi, ecc. il campo oscilla ad alta frequenza, la parte del campo più significativa è quella elettrica, si può schermare con il metallo e si misura in volt/metro (V/m). Negli elettrodotti e negli elettrodomestici invece la parte più significativa è quella magnetica che non si può schermare (attraversa i muri ed il metallo), il campo oscilla a bassa frequenza, 50/60 herz e di misura in microTesla con uno strumento differente da quello per i V/m.

Per comprendere l’influenza dell’elettrosmog (ES) sull’organismo umano, è necessario avere presente come funziona il sistema elettromagnetico del corpo.

 La prima informazione da fornire è che il DNA di ciascuna cellula del corpo, portatore del codice genetico, è anche un potente sistema ricetrasmittente.

 Grazie a tale sistema ricetrasmittente, ogni cellula del corpo si connette con le altre, coordinando le reciproche attività sin dallo sviluppo fetale. Ciascuna cellula possiede lo stesso codice delle altre, ma ne attiva solo la parte relativa alla sua specifica funzione.

 I miliardi di cellule che costituiscono il corpo assumono incombenze diverse, attivando solo la parte di codice ad esse pertinente. Tessuti così diversi come quello nervoso, epatico, splenico, linfatico, ematico, connettivale, renale, intestinale, ecc. sono costituiti da cellule aventi lo stesso codice, ma con una differente parziale attivazione di esso.

 Ogni secondo nel corpo muoiono dieci milioni di cellule e in conseguenza di ciò, ogni secondo nel corpo devono riprodursi e attivarsi altri dieci milioni di cellule nelle stesse identiche proporzioni. Se tale meccanismo straordinario non funziona al 100% subentra inevitabilmente la malattia, la vecchiaia, la morte. Ciò è possibile solo con una complessa coordinazione e informazione reciproca di ogni parte del corpo, realizzabile solo grazie alla trasmissione di segnali elettromagnetici veloci come la luce (300000Km/s), scambiati fra tutte le cellule del corpo, informate istante per istante delle necessità dell’insieme dell’organismo. La velocità della trasmissione di via ematica di segnali ormonali, immunitari, enzimatici avviene a un massimo di circa 10 Km/ora, quella nervosa via cavo può giungere sino a dieci volte tanto (100 Km/ora), comunque velocità insufficienti per garantire adeguamenti praticamente istantanei delle attività del corpo. Scambiati fra tutte le cellule del corpo, informate istante per istante delle necessità dell’insieme dell’organismo. La velocità della trasmissione di via ematica di segnali ormonali, immunitari, enzimatici avviene a un massimo di circa 10 Km/ora, quella nervosa via cavo può giungere sino a dieci volte tanto (100 Km/ora), comunque velocità insufficienti per garantire adeguamenti praticamente istantanei delle attività del corpo. tromba L’apparato respiratorio è formato dai polmoni, organi principali della respirazione. Vengono individuate due tipologie di respirazione: respirazione interna o respirazione delle cellule, in cui avviene la cessione di ossigeno dal sangue ai tessuti e acquisizione di anidride carbonica. La respirazione esterna avviene a livello degli alveoli polmonari dove il  sangue cede presa nei tessuti e assume ossigeno dell’aria.

Queste sostanze vengono portate nelle cellule grazie alla circolazione sanguigna.

L’ossigeno prima di arrivare alle cellule fa un percorso, passa prima per le cavità nasali, per la faringe, per la laringe, per la trachea, per i bronchi, per i bronchioli che sono le vie respiratorie e infine arriva agli alveoli polmonari che si trovano nei polmoni.

Quando entra dal naso l’aria è impura e fredda, quindi grazie alle vibrisse (lunghi peli presenti nel naso), al muco cellule mucipare e ai vasi sanguigni l’aria si riscalda e si purifica per la maggior parte del tempo.

Successivamente arriva alla faringe, un breve tubo in comune con l’apparato digerente e che comunica anche con l’orecchio tramite le tube di Eustachio.

COME SI PUO’ FARE PER RIDURRE L’INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO?     Nel caso delle antenne, il campo si può ridurre allontanandole dai luoghi in cui si vive, infatti il campo di un’antenna tipo si riduce a 0,5volt/metro a circa 500 metri dall’antenna e allontanandosi si riduce molto lentamente. Per ridurre i livelli di inquinamento, comunque, basterebbe installare più antenne meno potenti, ciascuna dedicata a coprire un’area più piccola. Per farsi sentire da lontano, infatti, bisogna urlare di più.

La prima legge italiana organica sull’inquinamento atmosferico, che individua l’aria come un bene giuridico da proteggere, è la Legge del 13 luglio 1966, n. 615 “Provvedimenti contro l’inquinamento atmosferico”, la quale è stata sostituita dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 203 del 24 maggio 1988, che recepiva quattro direttive europee in materia di inquinamento e qualità dell’aria, che si può considerare come la base della normativa italiana in materia di inquinamento atmosferico sino al recepimento nel 1999 della direttiva quadro europea sulla “Valutazione e gestione della qualità dell’aria”.

I A OTTICO con la docente professoressa E. Parrilli

 

 

Commenti

Lascia un commento

Your email address will not be published. Name and email are required