LA MAFIA AL RISTORANTE

 

La criminalità organizzata è responsabile di delitti orribili e usarla per attirare clienti è un insulto alle tante vittime. La Ue obbliga una catena di ristoranti a cambiare il nome.

Con la mafia non si scherza, tanto meno non si fa pubblicità. A sottolinearlo, una volta in più, è stato nei giorni scorsi il Tribunale dell’Unione Europea che ha chiuso un caso iniziato nel 2015, quando una società spagnola ebbe la cattiva idea di aprire una catena di ristoranti intitolati appunto alla sanguinosa organizzazione criminale. Come se non bastasse, i gestori dei locali avevano provveduto a registrare in tutta l’Europa il marchio La Mafia se sienta a la mesa (che significa ”la mafia si siede a tavola”). Che cosa s’intende per ”registrare”? Che una frase o una parola diventano proprietà di chi le ha pensate per primo, in modo che altri non possano approfittare dell’invenzione. L’iniziativa spagnola aveva provocato le proteste dell’Italia che adesso sono state accolte dal Tribunale dell’Ue. La mafia è responsabile di delitti orribili, hanno ricordato i giudici, e sfruttare il nome di una realtà tanto odiosa per attirare clienti rappresenta, oltretutto, un’offesa alle vittime di Cosa Nostra (così viene a volte indicata la mafia), ai loro parenti e a tutte le forze dell’ordine che ogni giorno rischiano la vita per combattere questi malviventi senza scrupoli. Non è la prima volta che all’estero si gioca con la mafia. E’ celebre l’articolo di un settimanale tedesco che, un po’ di anni fa, per parlare dell’Italia trovò la grande “genialità” di pubblicare in copertina un piatto di spaghetti conditi con la pistola. Tutto ciò generò malcontenti e forti furono i reclami e i dibattiti, ma questo non è bastato a far comprendere che l’Italia non è la mafia e che la mafia non è uno scherzo.

Linda Di Poto III B ODO

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