RICORDANDO UMBERTO

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Ciao Chico,oggi ti abbiamo ricordato ancora una volta -e non fare quella risata da stupido ora, lo sai benissimo che c’è gente che ti vuole bene.Sai una cosa? Mi sono imposta di farti una domanda breve, però è importante quindi levati le cuffiette dalle orecchie e ascoltami :quando si muore, cosa si vede? Scusami, Chico, sono impertinente però ho bisogno di sapere perché, ora come non mai, ho paura della morte e mi tormenta il pensiero di non morire in pace.Quando ero piccola credevo che i cattivi restassero per sempre al buio e i buoni nel bianco ma ora penso che tu non hai visto né l’uno né l’altro.Tu sei azzurro, sei il colore del cielo, sei il colore delle ali del mio angelo, sei il colore della speranza, sei il colore degli occhi dei bambini, sei il colore della protezione e della fiducia, del sole e del vento caldo, sei il colore di quella strada maledetta che non ti ha fatto aprire più gli occhi e che riempe di lacrime quelli di tua madre. Sei il colore della ribellione, il colore della felicità e del sorriso dei tuoi amici quando ti rivedranno, sei il colore delle mie lacrime.
Non so se da lassù hai risposto alla mia domanda: ma intanto vola, Chico, vola…
Elisa Landolfi IV B ODO

…”Che non resti un nome portato via dal vento/ che non resti un nome ricordato a stento/ che sia sale che insaporisce le nostre anime con ricordi felici/sale che possa prosciugare le lacrime del dolore/perché colui che è sale di vita/non muore mai.”
Fabio Acanfora IV B ODO

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