UNA GRANDE SFIDA: IMPARARE A SCRIVERE…SCRIVENDO!

All’indomani della pubblicazione sulla piattaforma Bimed del prodotto del loro percorso di scrittura creativa, è con orgoglio e trepidazione che gli alunni della classe II B odo ci rendono partecipi della loro attività, pubblicando sul nostro giornale il loro racconto:

LA GRANDE SFIDA

“Gentilissima signorina Bianchi, è stata selezionata, dopo un’attenta valutazione, per partecipare alle future Para-olimpiadi che si terranno a Tokyo nel 2020”.
Samantha, felicissima, non riusciva a parlare dall’emozione, le lacrime iniziarono a solcare il suo viso, il cuore batteva forte, sembrava un cronometro, corse dai genitori che erano in salotto e mostrò loro la lettera; il padre spaventato non riusciva ad alzarsi dal divano e aveva paura del contenuto della lettera. Con la voce in gola il padre le disse: “stai tranquilla, dai… fammi leggere; ansimante apri la busta e tirò fuori la lettera, le parole gli balzarono agli occhi e immediatamente abbracciò la figlia forte e le sussurrò: ”sono felice per te, finalmente hai coronato il tuo grande sogno dopo tanti sacrifici”. Immediatamente il suo sguardo fu diretto verso la madre che era in lacrime. “Che succede mamma?” disse la ragazza con voce tremante. “Stavo pensando a tutti i momenti difficili che abbiamo attraversato e come li abbiamo superati e per questo ti sarò sempre grata, sei stata un grande esempio di umiltà, di sacrificio e di disponibilità, valori importanti per lo sport e per la vita, la vita è sempre una grande gara ed anche grazie a te che la nostra famiglia è così unità.
Il mattino seguente, Samantha comunicò a tutte le persone a lei care la splendida notizia. Il pomeriggio si recò dalla dottoressa Rea che era appena arrivata allo studio e si spaventò nel vederla entrare con irruenza: “Samantha che ci fai qui? Dimmi, cosa è successo? Perché questo viso teso? Allora con voce spezzata dalla gioia iniziò il suo racconto per poi ammettere: “Ora dottoressa l’altro traguardo da raggiungere è la scuola, mi mancano i compagni e i prof., vederli sul monitor del computer non è lo stesso, non riesco ad interagire con loro, nonostante l’entusiasmo che mi mostrano continuamente con i messaggi e le parole; non posso assolutamente deludere le mie aspettative e quelle dei miei genitori, la scuola insieme allo sport rende la persona libera e poi devo garantirmi un futuro”. Poi le raccontò dei colloqui telefonici che aveva avuto con i suoi compagni di stage ed a quel punto la Rea le chiese: “allora hai telefonato a tutti? Anche a Lavinia?”
Samantha si fermò e iniziò a balbettare; la dottoressa Rea, capì, tirò un sospiro e disse:
“Cara Samantha le persone si accettano con i propri pregi e difetti e i comportamenti negativi delle persone che frequentiamo sono importanti per smussare i nostri lati oscuri ed essere delle persone migliori. Il viso di Samantha diventò malinconico e abbassò la testa… era addolorata per il suo comportamento scorretto. Improvvisamente alzò la testa e guardò direttamente negli occhi la dottoressa e disse: “Provo vergogna per il mio comportamento e condivido la sua tesi, non bisogna avere pregiudizi ma essere sempre disponibili anche di fronte alle incompatibilità caratteriali. Il nuoto e la mia malattia in questi anni mi hanno insegnato tanti valori ed io non posso reagire come una bambina, al male e all’arroganza bisogna rispondere con il bene e la disponibilità”. La dottoressa sorrise e aggiunse: “è arrivato il tuo momento, c’è un traguardo da raggiungere: Tokio; quando sarai sui blocchi di partenza dovrai essere un grande esempio di determinazione, di coraggio, di umiltà e di grande sacrificio. Tutto si supera, non lasciarti rattristare da inutili preoccupazioni e affronta tutto con determinazione perché sarai sola sul blocco di partenza e ,come canta il grande Jovanotti: “anche se sei solo non sarai mai solo”.
“Ho avuto una vita difficile e vorrei che le mie difficoltà non interferissero sempre con il mio futuro. Ho ricevuto una bellissima notizia, quella delle Para-Olimpiadi, l’occasione adatta per riscattarmi come persona ma ho sempre paura che la vita, la malattia, mi porti via il sogno tanto agognato: il nuoto.” La ragazza era un fiume in piena ma parlava con un filo di voce.
La psicologa ascoltò attentamente le sue parole e giocherellando con la montatura dei suoi occhiali: “Credi davvero che tu possa non farcela? Insomma, mi hai raccontato la tua storia e non nego che sia una storia difficile, ma hai mai pensato a tutte le persone che hanno avuto il tuo stesso problema e adesso probabilmente sono ancora a deprimersi sul perché della vita? Tu sei una ragazza forte che ha voglia di combattere, te lo si legge negli occhi. I momenti NO esistono per tutti ma sei consapevole delle tue capacità, e sai di potercela fare. Adesso va in piscina, buttati in acqua, vivi il presente, il tuo presente: Tokyo.”
Queste furono le parole che segnarono maggiormente il destino di Samantha e le ricordò fino al momento della gara. I giorni passarono velocemente, finalmente arrivò quello della partenza e tutto il team era con lei: il tutor, il nutrizionista che aveva creato una dieta ad hoc, il fisioterapista ed il dottor Giuseppe Del Prete, si salutarono velocemente e poi tutti al gate pronti per questa avvincente avventura. Arrivati a Tokyo subito iniziarono gli allenamenti, la gara era alle porte e non c’era un minuto da perdere. Arrivò il momento tanto atteso, lei era lì, era tutta la vita che aspettava quel momento, quella gara oltre ad una soddisfazione personale rappresentava una possibile vittoria. Sul blocco di partenza, il brusio degli spettatori sugli spalti che fine a poco prima era sembrato assordante, svanì. Cercò di svuotare la mente, ma era impossibile, il suo pensiero volò verso i momenti bui della sua vita, densi di sofferenza. Il triste film dei ricordi le passò davanti, però come per incanto un flash fece apparire Luca, Sofia e le parole della dottoressa Rea. Improvvisamente fu portata alla realtà dalla voce dello speaker che annunciò con voce argentina i nomi degli atleti. Samantha provò una forte emozione, sentiva anche il peso di rappresentare il suo Paese, all’improvviso girò il volto verso gli spalti e vide un’enorme bandiera tricolore sventolare, tanti striscioni e tutte le persone che in quegli anni l’avevano sostenuta fisicamente e moralmente, Luca che esultava, Sofia che saltava i compagni di stage. D’un tratto s’udì il suono del fischietto che la riportò alla realtà ed alla realizzazione dei suoi sacrifici…. doveva farcela… erano tutti lì e non poteva deluderli. Nuotò come non mai, quasi tutto d’un fiato e senza mai voltarsi anche se sapeva di avere accanto le favorite, ed alla fine la voce dello speaker fu l’auspicata sorpresa, annunciò il suo nome, si girò e vide il suo nome sul display… miglior tempo e vittoria……
<> disse il giornalista che aveva intervistato già in passato la ragazza: <>. Samantha sorrise a quelle parole e iniziò a rispondere alle domande del giornalista: <<certamente! Dalla mia esperienza ho capito che ogni tappa, ogni momento della vita è importante e dalle esperienze negative ci si può sempre rialzare ed essere più forti di prima e prenderle come punto di partenza per riflettere sugli errori e fare nuovi e migliori propositi.
<> “con l’amore e il sorriso della mia famiglia e dei miei amici perché mi hanno fatto capire che la vita va avanti e non bisogna arrendersi”. Il giornalista entrando più nel privato della vicenda chiese: <>, la ragazza emozionata rispose senza esitare <<tutti!>>
< Tutti… ma più di ogni altro?>>
<< Tutti hanno contribuito con l’allegria a rendere meno difficili i miei momenti tristi, ma soprattutto le mani di mio padre che mi hanno sempre lanciato verso l’alto, la sua voce e il suo coraggio>>. Samantha desiderò ringraziare anche un amico, una persona speciale…
“Luca…un grazie va a lui, è tutto suo il merito se ho raggiunto questo grande traguardo, l’altro grazie va alla mia amica Sofia, a cui ho sempre potuto raccontare tutto”
<>
Samantha voltò lo sguardo verso l’alto e rispose: << avevo tanta paura di fare una figuraccia, ma soprattutto che le mie gambe non ce l’avrebbero fatta fino alla fine>>, <> rispose sorridendo il giornalista.
<>
< <> chiese il giornalista….
….Che sono una ragazza fortunata. Ora la saluto, i miei amici mi stanno aspettando, alla prossima.

II B ODONTOTECNICO guidata dalla docente, professoressa F. De Cristofaro

Commenti

Lascia un commento

Your email address will not be published. Name and email are required